san Daniele Comboni

(Limone sul Garda, 15 marzo 1831 – Khartum, Sudan, 10 ottobre 1881)

Era figlio di Domenica Pace, i cui avi erano originari di Cadria, e Luigi, umili braccianti impiegati nella tenuta di un lontano parente presso Limone sul Garda. Luigi apparteneva all’antica famiglia dei Comboni, capostipite della quale fu il notaio Combono Comboni da Muslone. Daniele Comboni era l’unico sopravvissuto di otto fratelli, ed il 20 febbraio 1843 si trasferì a Verona in un istituto per ragazzi con poche possibilità finanziarie, fondato dal sacerdote Nicola Mazza. Fu Mazza a infondere in Comboni l‘amore per l’Africa e per le missioni. Durante la sua adolescenza decise di diventare sacerdote e nel 1849 giurò a Mazza di dedicare tutta la sua vita all’Africa sub-sahariana. Cinque anni dopo completò gli studi di filosofia e teologia e venne ordinato sacerdote il 31 dicembre 1854 dal vescovo di Trento, il beato Giovanni Nepomuceno de Tschiderer.

L’8 settembre 1857 partì per il suo primo viaggio nell’Africa centrale, corrispondente all’odierno Sudan, con altri quattro sacerdoti mazziani (Giovanni Beltrame, Alessandro Dal Bosco, Francesco Oliboni, Angelo Melotto) ed il fabbro friulano Isidoro Zilli. Comboni, ventiseienne, era il più giovane del gruppo. Dopo quattro mesi raggiunsero Khartoum, dove Dal Bosco restò come procuratore. Il 14 febbraio 1858 gli altri cinque arrivarono alla stazione missionaria di Santa Croce, dove rimasero poco meno di un anno.

Rientrato in Italia nel 1859 a causa delle insistenti febbri malariche, continuò la sua opera a favore dell’Africa e coniò il suo motto O Nigrizia o morte. Nel 1864 a Roma, concepì il “Piano per la rigenerazione dell’Africa” che, proseguendo il progetto mazziano di «salvare l’Africa con l’Africa», si arricchiva di nuove intuizioni e progetti maturati dalla sua esperienza diretta a contatto con la realtà africana. Comboni aveva un’illimitata fiducia nelle capacità dei popoli africani e si prefisse la fondazione di scuole in cui formare medici, insegnanti, preti e suore africani e da istituire in luoghi il cui clima fosse sopportabile anche per gli europei.

Il 1º giugno 1867 fondò un istituto di missionari – che poi prenderanno il nome di Missionari Comboniani del Cuore di Gesù – e nel 1872 un istituto di suore, Suore Missionarie Pie Madri della Nigrizia. Nello stesso anno diede vita ad una rivista che dieci anni dopo diventerà l’attuale Nigrizia.

Nel 1872 papa Pio IX decise di affidare ai Comboniani la missione in Africa centrale ed il 31 luglio 1877 Comboni fu nominato vescovo titolare di Claudiopoli di Isauria nonché Vicario Apostolico dell’Africa Centrale. Ricevette l’ordinazione episcopale il 12 agosto 1877.

Il 27 novembre 1880, da Napoli, salpò per il suo ottavo ed ultimo viaggio in Africa e nell’estate del 1881 il Comboni compì un viaggio esplorativo sui monti della Nubia.

Combatté, scontrandosi spesso con i potentati locali, contro la schiavitù e la tratta degli esseri umani, fino alla morte, avvenuta nel 1881 a causa di un’epidemia di colera che colpì Khartoum.

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